Ad una settimana dalla dodicesima edizione della Super Maratona dell’Etna e prima che si spengano del tutto i riflettori e si attenuino le emozioni, Etna Trail Asd sente il bisogno di tirare le somme ripercorrendo alcuni dei momenti salienti vissuti negli ultimi quindici giorni.

Il Prima

La settimana che ha preceduto la gara ci ha visti tutti impegnati a tempo pieno in una meticolosa pianificazione dei dettagli.
Il grosso era stato messo a punto durante il corso dell’anno. Le autorizzazioni necessarie (descrivere quante e quali prenderebbe troppo spazio); i rapporti con le istituzioni, con gli sponsor, con i fornitori; gli acquisti per i pacchi gara, per l’allestimento della partenza e dell’arrivo, per i ristori; la gestione delle iscrizioni e le relazioni con gli iscritti; il piano di sicurezza lungo tutto il percorso; i locali per il magazzino e per la consegna dei pettorali; le riunioni con i volontari; l’aggiornamento del sito; i comunicati sui social; i mezzi di trasporto da impiegare, dove, come e quando impiegarli; il pasta party; il tracciato di gara. Il benessere, il divertimento e la sicurezza degli atleti. Chi apre la gara? Chi chiude la gara? Come scendono gli atleti? E dove li si accoglie in caso di eventi imprevisti e imprevedibili? E tutte quelle altre cose che succedono perché qualcuno le ha pensate ma che non si vedono: Quanti si sono accorti che dietro l’ultimo atleta uomini e mezzi pulivano il percorso dalle bottiglie di plastica, bicchieri e involucri di gel?
Ma l’ultima settimana è quella decisiva. E’ quella in cui tutti i meccanismi della macchina organizzativa sono sparsi sul tavolo e bisogna metterli insieme come si fa con le parti di un orologio se si vuole che tutto funzioni e che nulla si inceppi. Bisogna preparare 600 pacchi gara mentre si accolgono le richieste dell’ultimo momento, pensare alla conferenza stampa mentre cominciano ad arrivare i primi atleti; pensare ai tavoli dei ristori e distribuirli insieme all’acqua, ai liquidi e ai solidi che saranno utilizzati dagli atleti; coordinare i volontari; stabilire chi e quanti tra i responsabili dell’organizzazione devono presidiare i posti chiave, quelli da cui dipende la riuscita o meno della manifestazione; chi tiene il conto del chi e del cosa fare e quando farlo. Consapevoli che tutto si gioca nelle 18 ore della giornata clou e che non c’è diritto di replica sino all’anno successivo. E allora giù con riunioni fiume a discutere dettaglio su dettaglio fino all’ultima sera prima della gara. Quindi caricare i camion, i fuoristrada e le macchine. Quelle che scendono a Marina di Cottone, quelle che vanno a Piano Provenzana e quelle che vanno all’arrivo della gara. A mezzanotte si va a dormire.

Il durante

Ed arriva il giorno della gara. L’adrenalina scorre a fiumi, la nostra di organizzatori insieme a quella degli atleti. Tutti accomunati dal comune desiderio di chiudere la giornata portando a casa la nostra Impresa: da atleti o da organizzatori.
La giornata comincia per tutti intorno alle 5 e 30 per poi scorrere ad una velocità pazzesca. Tutto succede rapidamente. I preparativi, le sacche per Piano Provenzana e quelle per l’Osservatorio, la benedizione dei sacerdoti, la partenza dei singoli e poi quella delle staffette.

Marina di Cottone. Si smonta la partenza, l’amplificazione, bisogna portare Giuseppe Marcellino, lo speaker, all’arrivo. I mezzi si mettono in movimento, i pulmann della Ferrovia Circumetnea, i fuori strada, i camion con le attrezzature, i mezzi che portano i volontari ai ristori, i mezzi della forestale, le motociclette che aprono la gara, la carovana del pronto soccorso .

Piano Provenzana, il ristoro, la prima consegna delle sacche con gli indumenti, la tenda per i massaggi di emergenza, il luogo in cui arriveranno i super finisher e in cui ritorneranno i mezzi colmi di atleti a fine gara, il luogo da cui ripartono i mezzi per portare gli atleti a Linguaglossa per la premiazione.

Carmelo e Rosita coordinano piano Provenzana e tra una cosa e l’altra cominciano a gestire le prime lamentele ( molte legittime, qualcuna ingenerosa): “non bastano le maglie per i super finisher” (vero. Qualcuno ha pensato bene di fare sparire due su quattro contenitori con le magliette super finisher. Saranno spedite a casa degli atleti); “ siamo rimasti ad aspettare i fuori strada troppo a lungo e al freddo” (vero, in alcuni casi, ma con i locali riscaldati dall’Ingv aperti e riscaldati disponibili); “carenza di assistenza sanitaria” (falso).

L’Osservatorio Vulcanologico, il luogo dell’arrivo, il luogo delle emozioni, c’è chi arriva piangendo di commozione mista a stanchezza. Noi organizzatori sappiamo bene di che si tratta. Abbiamo tutti fatto la gara almeno tre, quattro o anche cinque volte negli anni passati. Solo Rosita non l’ha mai fatta.

Il luogo in cui si tolgono i chip, si indossano le medaglie, si consegnano i manicotti, si ritirano le sacche con gli indumenti, ci si predispone per il ritorno a Piano Provenzana. Il Ristoro “da Nino” è sempre aperto, i solidi e i liquidi non mancano dal primo all’ultimo atleta. Gilda, dell’INGV, fornisce il suo prezioso contributo umano e professionale, con i suoi colleghi garantisce accoglienza, simpatia, calore umano e stufe accese. Mario gestisce le partenze dei super finisher. Franco e Alfio tengono d’occhio il piazzale dell’arrivo mentre sistemano prima e consegnano dopo le sacche degli atleti. Diego lungo il percorso sterrato con il suo fuoristrada controlla e trasporta atleti. Piero è all’estero per motivi di lavoro ma si tiene in contatto telefonico tutto il giorno.

Arrivano gli ultimi atleti, quelli che hanno dovuto fare i conti con le regole, che pure ci devono essere, dei cancelli orari e del tempo massimo stabilito. Quelli che ti mettono in grande imbarazzo, perché hanno compiuto l’impresa e sono tutti ugualmente campioni come il primo, e forse anche di più, ma che a rigor di norma dovresti non mettere in classifica.

I mezzi di Etna Mobility, gestore del servizio escursioni sul versante Etna Nord senza il cui prezioso contributo la gara non avrebbe potuto avere luogo, a cui si sommano quelli dell’organizzazione (panda presidenziale, Range Rover, Toyota, Land Rover e qualunque altro mezzo autorizzato in grado di compiere il percorso e portare atleti a valle) completano i trasporti degli ultimi atleti. Si scendono a valle attrezzature, sacche non consegnate per varie ragioni, cibi avanzati, spazzatura, amplificazione, tavoli, sedie, bandiere. Cinque persone puliscono a piedi il percorso rimuovendo le bottiglie di plastica: 4 lungo i nove ultimi chilometri percorsi in salita dagli atleti e uno lungo i 5 chilometri percorsi in discesa dai super finisher.

È tempo di scendere a Linguaglossa, nel frattempo la premiazione è finita. Ora bisogna scaricare i mezzi, camion e automobili, di ogni cosa. A mezzanotte circa è tutto finito. Anche ogni residua energia.
I bilanci sono rimandati ai giorni successivi.

Il dopo

Si cominciano a pagare i conti in sospeso con i fornitori, gli atleti hanno riprese le energie e cominciano a scrivere le loro emozioni sui social. Descrivono la gara per quello che è un’ Impresa senza eguali, un crescendo di emozioni , uno stato di grazia psico fisico (testa, gambe, cuore). Arrivano i complimenti per l’organizzazione della gara.

E tutto questo è l’unica moneta in grado di ripagarci veramente del lavoro di un anno intenso e appassionato.

Arrivano anche alcune critiche: è fuoco amico. Ma è inevitabile, se non si accetta l’idea di una gara che richiede disponibilità al sacrificio e spirito di adattamento. La montagna ha il suo fascino e le sue asprezze, è imprevedibile e anche l’anno prossimo presenterà qualche difficoltà che non poteva essere messa in conto. Ma gli atleti lo sanno, amano la sfida ed è la ragione per cui poi amano riprovarci. Anche quei pochi che hanno esercitato il loro sacrosanto diritto di critica. E noi li aspettiamo. Aspettiamo voi tutti nel 2019 per la tredicesima edizione.

I ringraziamenti

È una lista lunga e comprende aziende, istituzioni, associazioni, persone. Impossibile citare tutti. E’ una rete di collaborazioni e disponibilità che Etna Trail mette insieme per dare vita ad un progetto sportivo e di promozione del territorio. Il risultato è il versante nord dell’Etna che per un giorno si trasforma in una vetrina lunga 43 Km, da Marina di Cottone sino alla sommità del vulcano, con gli atleti che sublimano una esperienza atletica in una emozione che nei giorni e nelle settimane successive trova eco sui social media e sulla stampa specializzata facendo da cassa di risonanza in attesa della prossima edizione.
Con un sincero sentimento di gratitudine utilizziamo questa pagina per ringraziare ognuno dei nostri sponsor, sostenitori, collaboratori, amici dandovi appuntamento al 2019 per la tredicesima edizione della supermaratona dell’Etna.

Alcuni numeri:

Iscritti: gara singola 470 – staffette 39
Siciliani 270 – Resto Italia 175 – Estero 25 (Francia – Germania – Svizzera – Svezia – USA – UK – Ungheria – Sud Africa)

Partiti: singoli 417 – staffette 38

Arrivati:
Singoli 390 Staffette 38

Volontari impegnati: 105

Assistenza sanitaria: 25 volontari della croce rossa che hanno gestito Piano di sicurezza Atleti- 4 Mezzi mobili lungo il percorso ed una centrale operativa a Piano Provenzana

Ristori:
Sono stati messi a disposizione dei partecipanti 14 ristori fissi e 2 mobili sul tratto Linguaglossa – Provenzana

Abbiamo impiegato:

  • Lt 3500 d’acqua
  • Kg 43 di Sali minerali
  • Lt 500 di coca cola
  • Lt 200 di birra
  • Lt 100 di Succhi
  • Kg 18 di grana padano
  • Kg.25 Frutta secca e salato
  • Kg. 600 frutta fresca
  • 1080 fette biscottate
  • Kg 18crostata alla marmellata
  • Kg 20 di pane di grano duro
  • 180 uova sode
  • Kg 10 miele/confetture
  • Kg 5 Bresaola
  • Kg 120 ghiaccio

Trasporti:
Abbiamo impiegato:

  • 3 pulman 55 posti per il trasporto atleti ed accompagnatori
  • 5 mezzi fuoristrada per il trasporto materiali e volontari
  • 1 camion per il trasporto materiali a quota 3 mila
  • 2 mezzi fuoristrada del Corpo Forestale
  • 2 furgoni per movimentazione materiale e merce ristori
  • 1 mezzo furistrada messo a disposizione da Etna3340
  • 10 mezzi fuoristrada messi a disposizione da Etna Mobility – Etna discovery